21/10/2008

Mi immagino

 

Mi immagino il primo uomo che ha capito come si addomestica il fuoco. Una scintilla, un lampo, chissà.

Il ramo incendiato, il calore che si sprigiona, il cervello che comincia a pensare: cosa ne faccio?

Arriva la compagna, che lo guarda con ammirazione, o chissà con un po' di curiosità... E lo guarda, e lo fissa mentre l'uomo pensa.

 

Poi l'uomo si gira, le passa il ramo incendiato, e le dice: "Toh, cucina donna"

 

 

Direi che per la storia della scoperta dell'acqua calda vi rimando alle prossime puntate.

08/10/2008

Un post notturno

 

Ohè, mica riesco a dormire. Ma non è perchè al lavoro guardano due ore il menu che recita "solo cucina tipica veneziana", e poi mi chiedono, una volta seduti e smozzicando il pane: "E che pizze avete?"

Che poi, faccio notare al cliente, non si comincia mica una frase con "e". Tantovale dire "quando pizze avete, percome pizze avete, quantunque pizze avete". E così via.

 

Ma non è questo.

 

E non è neppure il fatto che la PIN se ne vada in Etiopia, sia mai. Contento per lei. 

 

No, non è questo.

 

Il crack finanziario? E a me che mi frega, tanto non ho un soldo.

 

Mmm, no.

 

Ecco, forse è la paura, fondata, di rifare sogni alla Bergonzoni. Quelli in cui mi sveglio pensando di essere un inventore, perchè ho sognato che inventavo le caramelle al gusto unghia, per togliere il vizio, e quelle alla sciarpa, per la gola. Ecco, questo sì che mi preoccupa. Così come mi preoccupa non avere molte idee, ne sia prova il fatto che scrivo dei miei sogni come in un qualsiasi sito di bimbeminkia. 

Ecco, che non centra nulla ma volevo ricominciare il nuovo paragrafo come quello vecchio. Direi che il sunto è proprio lì: la mancanza di idee. Tanto lavoro, troppo forse?

Qualcuno direbbe "e finalmente", e io risponderei: "non si comincia mica una frase con la e, tanto vale dire "quantunque finalmente..."

16/09/2008

Sono felice. Sono orgoglioso.

 

 

Ciao papà.

 

Fino ad oggi sono stato felice di essere tuo figlio. Da oggi sono fiero ed orgoglioso di essere figlio di Enricomaria Garbellotto